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_Tracce di “Diplomazia Naturale”

Le Tracce ritrovate e fissate nell’obiettivo della fotografa Patrizia Posillipo contribuiscono a chiarire il valore della cosiddetta “diplomazia dal basso”, una sorta di “diplomazia naturale”. È il confronto fra singoli membri dei popoli, che vengono chiamati a rappresentare con le loro esperienze personali e con le loro proposte soluzioni ai priblemi della vita. Centrale e’ sempre il momento  dell’incontro con gli esponenti di un altro popolo. Si tratta di un’idea che non ha a che fare con il naïf, bensì con la necessità di tutti i popoli di instaurare relazioni per le varie questioni di natura economica, artistica, affettiva, morale.

La fotografa Patrizia Posillipo – seguendo tra gli altri i suggerimenti del Prof. Carlo Coppola, Presidente del Centro Studi “Hrand Nazariantz” di Bari – ha pertanto selezionato alcune “tracce” nascoste nelle pieghe del quotidiano di Armeni in Italia e di Italiani in Armenia, entrando con discrezione nelle vite delle persone fotografate e facendosi accompagnare tra gli oggetti amati. Si dà vita così ad una  “forma di diplomazia” che passa amorevolmente  attraverso lo sguardo, che pone gentilmente gli occhi negli occhi, i cuori e i sorrisi negli altri cuori e negli altri  sorrisi. E allora ecco la bellezza apparire. Un santo di origine armena, con i suoi miracoli diviene esso stesso “ambasciatore” della propria gente; un sacerdote ripete il gesto e incrocia le candele accanto al collo del fedele che giunge in processione; “ambasciatore” lo diventa anche uno degli antichi documenti firmati in caratteri e lingua armena, presenti sul territorio italiano; “ambasciatore” è colui che regge con concreta emozione quel documento mentre l’artista lo fotografa o una suora che sorride tenendo in mano l’ampolla con il “sangue sciolto” di una santa.Infine,  “ambasciatore di umanita’” e’  la fotografa – Patrizia Posillipo- che comunica la leggerezza impalpabile di un manoscritto antico di centinaia di anni.  Prima dei documenti  e dei rapporti istituzionali ci sono i passi delle persone, le strette di mano, gli incontri. Questi ultimi sono il segno di una fede tenace nell’Umanità, nella Vita, nell’Altro, valori ai quali tanto gli Italiani quanto gli Armeni si ispirano da secoli. A volte tali ” tracce” sembrano scomparire nella frenesia della vita. Sta quindi ai ricercatori e agli artisti il compito di investigare, scovare, salvare, immortalare e riprodurre affinché altri conoscano e godano di quelle emozioni.

di / Alfonso Di Riso
Ambasciatore d’Italia in Armenia

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